ICOLC - Statement of current perspectives and preferred practices for the selection and purchase of electronic information: Update 1: New developments in E-Journal licencing (Dec. 2001 update to March 1998 statement) 
Resoconto di Sandra di Majo, Scuola Normale di Pisa
alla riunione INFER di Fiesole, 22 febbraio 2002
The International Coalition of Library Consortia (ICOLC) è un gruppo di lavoro informale sorto nel 1996 con il fine di facilitare la discussione e la circolazione dell'informazione su temi di comune interesse per i consorzi.  Vi partecipano consorzi di biblioteche operanti nel Nord America, Europa, Asia ed Africa.  Notizie più approfondite sulla sua attività ed iniziative sono ricuperabili all'indirizzo http://www.library.yale.edu/consortia/html

In un documento del Marzo 1998 (http://www.library.yale.edu/consortia/statement.html),  ICOLC aveva proposto alcune raccomandazioni che potessero rappresentare e che di fatto hanno rappresentato un importante punto di riferimento per l'attività svolta dai consorzi relativamente alla selezione e acquisto di risorse elettroniche. 
Di recente, consapevole degli sviluppi intercorsi in particolare nell'ambito dei periodici elettronici, l'Icolc ha prodotto un aggiornamento a quel primo documento.
Il nuovo testo, "Statement of current perspectives and preferred practices for the selection and purchase of electronic information: Update 1: New developments in E-Journal licencing (Dec. 2001 update to March 1998 statement)" (http://www.library.yale.edu/consortia/2001currentpractices.htm),   si focalizza su alcuni aspetti: prezzi e modelli di acquisto; richieste per un miglioramento nell'uso dei periodici elettronici; accesso e archiviazione di lungo periodo.

1. Prezzi e modelli di acquisto. 

Una prima riflessione derivante dalla lettura del documento riguarda i  costi che le biblioteche devono sostenere per assicurare l'accesso all'informazione. Se uno degli aspetti della crisi della comunicazione scientifica, dal punto di vista delle biblioteche, è legato all'ascesa dei prezzi dei periodici ed alla conseguente difficoltà di mantenere inalterata l'offerta informativa, il problema  sembra tutt'altro che superato.
Il costo che le biblioteche tuttora sostengono sta crescendo in misura proporzionalmente maggiore all'inflazione e comunque in misura eccedente le loro possibilità finanziarie. In pratica gli editori chiedono alle biblioteche di sostenere le nuove iniziative in ambito elettronico, conservando la versione a stampa i cui prezzi sono in aumento.
Anche se il documento non vi fa esplicito riferimento, queste considerazioni richiamano aspetti dell'attuale dibattito sui consorzi per gli acquisti ed in particolare se essi siano il reale rimedio alla crisi della comunicazione scientifica. 

Un altro punto a lungo presente nel dibattito sugli acquisti consortili è invece espressamente richiamato: è accettabile per  biblioteche la proposta di acquisto di un intero "pacchetto" di periodici senza alcuna possibilità di scelta dei titoli di vero interesse?
Il documento contrasta vigorosamente questa tendenza ed afferma l'esigenza di una maggiore flessibilità da parte degli editori e quindi dell'introduzione della possibilità  di selezione.  

Il richiamo ad una maggiore flessibilità si estende anche all'esigenza di potersi riferire ad un più ampio ventaglio di modelli di acquisto. In particolare si ritiene necessario:

1.  l'inversione del rapporto cartaceo elettronico, passare cioè dal "Print plus" all' "Electronic plus". Ad alcune condizioni:

- che l'acquisto della versione cartacea sia opzionale;
- che il prezzo base per la sola versione elettronica non sia superiore all'80% del prezzo dell' elettronico più stampa;
- che il combinato di elettronico più stampa non sia superiore al prezzo della versione a stampa.
2. la possibilità di accesso ad un pacchetto di riviste elettroniche al prezzo che si sarebbe sostenuto per l'acquisto di una selezione della versione a stampa;

3. la possibilità di acquistare soltanto blocchi di articoli o pagare soltanto per gli articoli realmente usati. Oppure associare le due cose cioè adottare l'opzione "all-you-can-eat" per gruppi di titoli di analogo soggetto e "pay-by-the drink" per titoli non selezionati.

A favore di una più economica gestione e di una razionalizzazione negli acquisti è la richiesta agli editori di abolire il divieto di cancellazione di abbonamenti a stampa per ottenere vantaggi nei prezzi. Superare questa condizione significa aprire la strada ai reali vantaggi della collaborazione e cooperazione negli acquisti. Anche se ancora non sempre gli utenti  sono disponibili a rinunciare alla copia cartacea, probabilmente l'accoppiata versione in linea  e una copia di cartaceo presente in un sistema bibliotecario cittadino potrebbe far fare un passo avanti superando l'attuale situazione caratterizzata da un non indifferente numero di doppi nell'ambito dello stesso ateneo o città.

Due punti ancora vanno sottolineati nell'ambito di questa prima sezione del documento. Ambedue esprimono la consapevolezza che si debba lavorare in un'ottica più globale, ma tenendo conto delle delle diverse realtà nazionali.
Si invita quindi a sviluppare modelli e raccomandazioni che tengano conto delle differenze. Cooperazione non significa infatti  riduzione di tutti ad un unico modello, ma acquisizione di una maggior forza contrattuale per introdurre modelli che soddisfino una molteplicità di esigenze.

Si dà inoltre sostegno alle iniziative già poste in essere da alcuni editori di offrire l'accesso a condizioni favorevoli  a paesi in via di sviluppo o ai paesi sviluppati, ma con moneta più debole.

2. Miglioramenti che facilitino l'uso

Il documento prende atto della diffidenza ancora esistente nei confronti delle pubblicazioni elettroniche, diffidenza che influisce inevitabilmente sull'uso.
Ne individua le ragioni che possono essere connesse con la politica editoriale e suggerisce rimedi per superarle con reciproco vantaggio per editori ed utenti.

Qui di seguito gli ostacoli all'uso richiamati ed i suggerimenti proposti:

- incertezza del contenuto (legata anche ai "pacchetti"). Gli editori dovrebbero evitare di: rimuovere parti della pubblicazione durante il periodo della licenza; non consentire l'accesso ai contenuti più recenti se non dopo alcuni mesi dalla pubblicazione; differenziare il contenuto della versione cartacea da quelle elettronica anche se è riconosciuta l'importanza di includere materiali supplementari nella versione elettronica.
- Incertezza della durata dell'accesso. Non solo si sostiene il diritto permanente di accesso, ma si invitano gli editori ad un'attività di collaborazione con le biblioteche per sviluppare soluzioni idonee a garantire l'accesso permanente.
- Eccessiva diffidenza nel "fair use" da parte dell'utente che dovrebbe ormai essere superata.
3. Accesso ed archiviazione di lungo periodo.  

"I membri ICOLC credono fortemente nella necessità che le licenze relative alle pubblicazioni elettroniche includano i diritti permanenti di accesso". Questa dichiarazione concretamente significa che: 

- Non si può rinunciare alla conservazione della produzione culturale (accademica e non) ed a garantirne l'accesso;
- E' importante lavorare a  soluzioni innovative che consentano di raggiungere quegli obiettivi;
- Dato l'impegno necessario, finanziario e non, è importante che biblioteche ed editori trovino opportune forme di collaborazione anche in questo ambito

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